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Antonio Mirenda: la passione dietro il Museo della 500 sui Nebrodi

Un museo dedicato all’automobile non nasce soltanto raccogliendo vetture e ricambi. Nasce quando una passione personale diventa ricerca, conservazione e desiderio di trasmettere conoscenze agli altri.

È ciò che Antonio Mirenda ha costruito ad Acquedolci con il Museo della 500 sui Nebrodi: uno spazio dedicato alla piccola automobile che contribuì alla motorizzazione italiana e che continua a unire collezionisti di generazioni e Paesi differenti.

Antonio non si limita a custodire le automobili. Studia versioni, particolari, documenti e restauri, accompagnando soci e visitatori alla scoperta di un modello apparentemente semplice, ma ricco di evoluzioni tecniche e storie individuali.



Dalla passione personale al Museo

Il rapporto di Antonio Mirenda con la Fiat 500 si è sviluppato attraverso le vetture, la ricerca dei ricambi e il confronto con altri appassionati.

Con il tempo, la collezione ha iniziato a comprendere esemplari appartenenti a versioni differenti, tra cui alcune Fiat 500 N e una rara Fiat 500 Sport del 1958 con tetto lungo, conosciuta anche come versione Trasformabile. Accanto alle automobili sono arrivati componenti, manuali, riviste, fotografie, oggetti e testimonianze legate al mondo delle officine.

Da questo lavoro è nato il Museo della 500 sui Nebrodi. La struttura si trova in via Francesco Crispi ad Acquedolci e si sviluppa su circa cento metri quadrati.

Il percorso ufficiale del Museo⁠ comprende tre sale: una dedicata a libri, riviste e documentazione; una con Fiat 500 storiche e ricambi rari; una che ricrea un’autentica officina degli anni Sessanta, completata da suoni d’epoca.

Il Museo risulta censito da ASI Musei ed è presente sulla piattaforma Musei Italiani. Non è pensato soltanto per gli specialisti: famiglie, studenti, turisti e curiosi possono conoscere la Fiat 500 attraverso automobili, oggetti e racconti comprensibili.


Conoscere significa osservare i particolari

Le Fiat 500 non sono tutte uguali. Dalla prima N alla R, passando per D, F, L, Giardiniera e versioni sportive, cambiarono numerosi componenti.

Fanali, fregi, porte, tetti, ruote, rivestimenti, motori e comandi possono offrire informazioni sul periodo e sulla configurazione della vettura. Dopo decenni di utilizzo, però, molte automobili hanno ricevuto ricambi più recenti, modifiche o restauri non documentati.

Antonio Mirenda dedica particolare attenzione proprio alla lettura di questi dettagli. Essere cultore della Fiat 500, per lui, non significa ricordare soltanto date e modelli: significa saper confrontare un componente, riconoscere una trasformazione e ricercare prove prima di dichiarare autentica una configurazione.

Questo metodo viene applicato anche nell’assistenza offerta ai soci durante i restauri. Antonio li aiuta a identificare i particolari corretti e a evitare che una vettura venga ricostruita seguendo mode, fotografie moderne o soluzioni appartenenti a una serie differente.

L’obiettivo è riportare ogni automobile a una condizione coerente con la sua storia, conservando quando possibile i componenti originali e documentando quelli sostituiti.


La rara Fiat 500 Sport del 1958

Tra le automobili più significative della collezione personale di Antonio figura una Fiat 500 Sport del 1958, versione Trasformabile con tetto lungo.

La 500 Sport rappresenta il volto meno conosciuto della piccola utilitaria. FIAT aumentò la cilindrata a 499,5 cm³ e la potenza a 21,5 CV, raggiungendo una velocità massima dichiarata di 105 km/h. Il modello venne sviluppato anche in relazione alle competizioni riservate alle piccole cilindrate.

L’esemplare di Antonio è accompagnato da documentazione relativa al proprio passato sportivo. Questa documentazione deve essere studiata e conservata insieme alla vettura, distinguendo le caratteristiche ufficiali del modello dalla biografia specifica dell’automobile.

Possedere un esemplare raro comporta infatti una responsabilità: non soltanto mantenerlo funzionante, ma proteggere documenti, fotografie e testimonianze che ne spiegano l’identità.


L’esperienza internazionale a Malta

Nel maggio 2026 Antonio Mirenda ha portato la propria Fiat 500 Sport a Malta, partecipando a un appuntamento internazionale dedicato alla storica utilitaria italiana.

Il fine settimana del 16 e 17 maggio riunì a Sliema vetture ed equipaggi maltesi e siciliani in un programma dedicato a motorismo storico, stile italiano e cultura mediterranea. L’evento è stato raccontato anche dalla stampa siciliana⁠.

Secondo quanto comunicato dal Museo, la Fiat 500 Sport di Antonio ottenne una vittoria nel concorso di eleganza. Il risultato rappresentò un riconoscimento alla cura della vettura e al lavoro compiuto per mantenerne corretti i particolari.

La fotografia di Antonio con la sua Sport davanti alla Fontana dei Tritoni racconta bene il significato di quel viaggio: una piccola automobile costruita in Italia capace, dopo quasi settant’anni, di diventare ambasciatrice della cultura motoristica siciliana fuori dai confini nazionali.


Una piazza dedicata alla Fiat 500

Il lavoro di valorizzazione non è rimasto chiuso all’interno del Museo. Ad Acquedolci è stata realizzata anche una piazza dedicata alla Fiat 500 storica.

Inaugurata il 15 maggio 2022, ospita una vera Fiat 500 F installata come elemento simbolico, con lo sfondo del paesaggio verso le Isole Eolie. Il progetto è stato ideato dall’associazione e dal presidente Antonio Mirenda con il contributo dell’amministrazione comunale. Storia della Piazza della Fiat 500

La piazza porta la memoria della 500 fuori dalle sale espositive e la inserisce nello spazio pubblico. È un punto riconoscibile per chi arriva ad Acquedolci e un collegamento immediato tra Museo, territorio e storia dell’automobile.


Custodire e condividere

Il lavoro di Antonio Mirenda dimostra che una collezione acquista valore quando viene studiata e resa accessibile.

Aprire le porte del Museo, accompagnare una visita, aiutare un socio durante un restauro e organizzare incontri significa trasformare la competenza personale in patrimonio condiviso.

Il Museo della 500 sui Nebrodi racconta la storia di un’automobile, ma anche quella di chi ha deciso di dedicarle tempo, ricerca e responsabilità. Nel cuore dei Nebrodi, Antonio continua così a conservare non soltanto delle Fiat 500, ma un pezzo importante della memoria italiana.

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