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Tour Acquedolci -
Sant' Agata Militello

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Durata

3 ore circa

*Bambini di età inferiore a 8 anni GRATIS.
*Bambini di età compresa tra 8 e 13 anni 10,00€.

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Tour in Fiat 500 d'epoca tratta Acquedolci -  Sant'Agata Militello

Alla scoperta di Acquedolci.

Acquedolci è un Comune siciliano popolato da circa seimila abitanti. Il dialetto parlato è il siciliano nella forma della eteroglossia interna del dialetto galloitalico sanfratellano.

Il Paese si estende ai piedi del massiccio calcareo Monte San Filadelfio ed è bagnata dalle acque del Mar Tirreno meridionale.

La moderna cittadina fu edificata durante il Governo Facta con la legge n. 1045 del 9 luglio 1922 approvata da Vittorio Emanuele III Re d’Italia,  in conseguenza di  una frana disastrosa che aveva distrutto l'abitato di San Fratello l'8 gennaio 1922. Il nuovo centro  sorse  nelle vicinanze dell’antico Borgo denominato Vecchia Marina che si sviluppa  nei pressi dell’antico Castello “Larcan-Gravina”.

La realizzazione della "nuova San Fratello" fu determinata dall'esigenza di delocalizzare l'intero Comune montano colpito dal dissesto idrogeologico.

Prima di allora, Acquedolci era una piccola borgata frazione di San Fratello, abitata da circa 800 contadini. Il Castello fu dimora della famiglia catalana dei feudatari Larcan, signori  dall’anno 1395 della “Terra di San Filadelfio e  Delle AcqueDolci” e successivamente dalla nobile famiglia spagnola dei Gravina, che furono insigniti in seguito del titolo di  “Principi di Palagonìa”.

Acquedolci rimase frazione di San Fratello fino al 28 novembre 1969, quando divenne Comune autonomo con la legge regionale n. 42, dopo un lungo e travagliatissimo percorso autonomistico attivato  a fine anni ’40.

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Acquedolci è un comune del Parco dei Nebrodi, nel cui territorio, nei pressi del Pizzo Castellaro, si trova la Grotta di San Teodoro che conserva una documentazione molto ricca e molto importante della storia della Sicilia. Situata ad una quota di 144 metri s.l.m., la Grotta di San Teodoro ha una profondità di circa sessanta metri mentre larghezza e altezza sono intorno ai venti metri, e al suo interno sono state ritrovate le ossa della donna più antica della Sicilia alla quale è stato attribuito il nome di Thea..

Di particolare rilevanza architettonica rivestono i ruderi del vecchio castello, all'interno del quale sono ancora ben riconoscibili le cantine, i saloni e le stanze private del barone Larcan. Il castello, che si trova nel Borgo della Marina Vecchia, fu edificato tra il XVII e il XVIII secolo dai principi di Palagonia. Sempre nella Marina Vecchia si trovano anche delle case settecentesche e la chiesetta di San Giacomo che, da circa mille anni, è meta di pellegrinaggi. Ad Acquedolci si svolge uno dei più conosciuti ed apprezzati Carnevale dei Nebrodi che nel 2017 è giunto alla sua cinquantesima edizione

Alla scoperta di Sant'Agata Militello.

Sant'Agata Militello, si trova in una splendida posizione; da una parte c’è il mare, a est e ovest le campagne, mentre tutto intorno il Parco dei Nebrodi: una località incastonata nella roccia, a picco sul mare. Sant’Agata di Militello vanta un’interessante storia, di cui rimangono testimonianze in diversi edifici, come il Castello Gallego, nonché nei palazzi signorili.

Il nome del paese deriva da una chiesa dedicata a Sant'Agata e da Meleto che significa "campo di mele".
Strutturalmente, il paese si andò formando attorno al castello di guardia vicino al mare. Ne ebbero il possesso il principe di Trabia, il principe Lanza di Scalea e il principe di Militello fino al 1820, quando entrò a fare parte della comunità di Militello Rosmarino.

Dal punto di vista architettonico sono da segnalare il Castello seicentesco appartenuto ai principi di Trabia e Lanza di Scalea, la Chiesa del Carmelo costruita in stile neoclassico con il particolare campanile a vela, la torre dell'orologio  con le pregevoli statue del Bagnasco (sec. XVIII-XIX).

Nel 1628 don Vincenzo Gallego ottenne la licenza di edificare il palazzo intorno alla torre e nel 1663 suo figlio Luigi, nominato Marchese e poi Principe di Sant’Agata, fece costruire il castello, a presidio della costa, per concessione del re Filippo IV che nel 1657gli concesse la licenzia populandi per promuovere il futuro insediamento urbano del piccolo borgo marinaro attorno ad esso.

Nel 1820 l’ultimo dei signori vendette titolo e terre al Principe di Trabia, ma nello stesso secolo i privilegi feudali decaddero. Il castello Gallego articolato intorno ad un’alberata corte quadrata, ingloba le torri cilindriche di età medievale. Sull’ampio prospetto ornato da classici finestroni, si apre il fornice d’ingresso, difeso in passato da ponte levatoio. Dal cortile si accede agli ambienti destinati a scuderie, magazzini ed abitazione dei servi. Il possente edificio dalle severe linee architettoniche, sorge su una altura rocciosa, guardando da un lato il centro cittadino e dall’altro un ampio arco di costa. Attorno ad esso venne a formarsi un abitato di pescatori e contadini.

Non manca, come buona regola siciliana, la leggenda sulla fondazione della cittadina a seguito di un fatto prodigioso, che vide alcuni pescatori catanesi scampare ad un terribile naufragio ed edificare, per voto, un centro intitolato alla loro santa patrona.

Un consistente incremento demografico si ebbe però soltanto in seguito all’autonomia amministrativa ottenuta nel 1857 e alla costruzione della strada rotabile Palermo-Messina. All’inizio del ‘900 rivestì un’importanza fondamentale la costruzione della ferrovia e numerosi furono gli interventi che ne favorirono lo sviluppo.

Di notevole rilevanza storica sono i diversi palazzi gentilizi presenti. Costruiti intorno alla metà del diciannovesimo secolo dalle famiglie aristocratiche della zona, quali gli Zito discendenti dai conti di S. Marco, i Faraci baroni del Prato,i nobili, Gullotti e Cardinale. Gli Zito edificarono i loro palazzi nel quartiere della chiesa madre, i Faraci in via Roma, i Gullotti, Cardinale e Ciuppa sulla Via Nazionale. Tutti questi edifici presentano al loro interno pregevoli stucchi tardo barocco e liberty.

Una splendida esperienza a bordo della Fiat 500 d'epoca 

Itinerario

  • Partenza Museo della 500 sui Nebrodi Acquedolci;

  • Visita alla grotta di San Teodoro;

  • Visita Antiquarium Acquedolci (Solo Mattina);

  • Visita al castello di Acquedolci;

  • Punto panoramico Croce di San Basilio( 500 m s.l.m) Sant'Agata Militello;

  • Degustazione;

  • Rientro presso il Museo della 500.

N.B: tutti i percorsi potranno subire variazioni oppure non seguire l’ordine scritto.

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